L'ombra della primavera!

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E si è proprio vero che le apparenze spesso sono ingannevoli, nella peggiore delle ipotesi possono nascondere cose belle e in altre situazioni cose tristi. Oggi vi racconto la storia della nonnina dalle peonie rosa. Da diversi anni, passandoti vicina, ti osservo casina bella! Il tuo giardino pieno di alberi, limoni e cespugli rigogliosi. Ti osservo e invidio il tuo splendore. Tentata dal raccogliere i tuoi frutti che abbondantemente sporgono oltre il cancello, mi trattengo, la timidezza, la paura di essere rimproverata, inibiscono il mio entusiasmo. Ma tu casina bella, sei troppo carina per essere ignorata. Da anni ti corteggio con i miei sguardi, con il forte desiderio di portare sul mio set fotografico le bellezze del tuo giardino. Così, prendo tutto il coraggio che ho, lo raccolgo come un canovaccio appallottolato in una sola mano, mi decido, dirigo i miei passi verso di te casina bella, verso il tuo cancello. Mentre proseguo, nella mia testolina mille domande si confondono: Chi sarà la donnina che cura con tanto amore il suo giardino? Mi rispondo: Sicuro una donna forte e giudiziosa! Si, come non poteva esserlo, dopo aver visto tanta bellezza! Magari mi caccerà via; pensavo. Ma il desiderio e la curiosità non mi lasciarono durante il cammino. Arrivo finalmente al suo cancello, ma non vedo nessun campanello, Provo a chiedere. Oltre il cancello, si vede benissimo una grande finestra aperta con la tv accesa e in lontananza una donna; grido: Signora, c'è nessuno! Lei pacata e debole risponde: Si arrivo un attimo! La vedo muoversi con fatica, con un deambulatore, robusta, stanca e spenta, arriva alla finestra. Mi chiede: Cosa c'è? Io imbarazzata, turbata, perché la donna che immaginavo non era la signora di quel castello. Le chiesi: Cortesemente, se non la disturbo, potrei raccogliere delle peonie che sono al dì fuori dal suo cancello? Lei rispose: Si! Ma solo una peonia! Certo, come poteva regalarmi la vita che lei vedeva muoversi e cambiare ogni anno. Li, in quel giardino c'era tutto quello che lei poteva vedere cambiare, non potendolo fare con le gambe, lo faceva attraverso una finestra. La implorai di arrivare ad un accordo, ne avrei preso solo tre. Lei cedette, capì e rispose: Va bene, ma senza le forbici non le taglierai facilmente e ti dureranno pochissimo, questi fiori non hanno molta vita. Chissà quante volte e quante ore ci sono volute per osservare il suo giardino cambiare, stagione dopo stagione, lei lo conosceva benissimo, pur essendo impedita di muoversi. Con timore e rispetto tagliai solo tre fiori, ringraziai la donna stanca, la salutai, felice di avere le mie peonie, ma triste nel lasciarla. Ciò che era bello in giardino, non raccontava la tristezza che incombeva in quella casa. Spesso, molto spesso ci basiamo sul nostro discernimento credendo di arrivare a delle conclusioni certe, invece spesso, molto spesso i fatti ci dimostrano che la realtà è un'altra. Così dedico le foto delle mie peonie alla nonnina, che graziosa e stanca mi ha regalato un pezzo della sua vita osservata dalla grande finestra. Buona visione!







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©Libera Ferrandino 2016

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