Pane contadino senza glutine a lievitazione naturale

Fonduephoto blog per celiaci Libera Ferrandino

La sveglia suona! No: nessuna sveglia. Nessuna tecnologia, solo il canto di un gallo impettito e orgoglioso, questa era la sveglia del contadino. Questi erano i nostri padri. Un camino fumante, timido, era l'unica fonte di calore che conoscevano. Indossavano come di consueto indumenti da lavoro che sapevano di terra e di sudore, al mattino quando il sole era ancora incerto. Svegliavano l'alba, con animo volenteroso. Lavoravano i campi senza sapere quanto raccolto avrebbero fatto, nessun economo poteva prevedere il loro futuro. L'esperienza gli permetteva d'intravedere, forse, quale sarebbe stato il loro raccolto. La terra era in loro potere, pieni di conoscenza la coltivavano, con un occhio alla terra e uno al cielo. Un lavoro incerto, chi avrebbe garantito se il raccolto andava male? Eppure ogni mattina si recavano li, per sperare. Il loro cibo era fatto di pochi ingredienti, non avevano tempo per essere creativi in cucina, ma tutto ciò che facevano era fatto con tutte le forze. A pranzo, quando forse potevano fermarsi per mangiare un boccone, come dal cilindro magico, tiravano fuori un pezzo di formaggio, una bottiglia di vino e il pane a lievitazione naturale, fatto con amore e impegno, semplice, ma strepitoso! Quella pagnotta di pane sapeva di caviale, aragosta e quant'altro volete aggiungere. Era l'unico cibo che ricordava il calore di casa, la serenità, le mani della propria moglie infaticabile, la quale condivideva tutto con suo marito, gioie e dolori. Con amore e decoro, quasi solenne tagliavano ogni fetta di pane e ne erano orgogliosi, perché tutto era il frutto di ogni fatica. Oggi ho voluto raccontare un po’ la storia di questi nostri amati contadini, un timido tentativo, perché forse le loro storie erano ancora più dure. Oggi ci limitiamo a perdere ogni gesto che la vita ci regala, superficiali, con un solo obiettivo: Produrre! Il pane è diventato un contorno e spesso sa solo d'insoddisfazione e rabbia. Non sappiamo essere impavidi, ma siamo fragili. E così le prove ci svuotano. Oggi voglio proporvi il mio pane contadino senza glutine, per ritornare ad apprezzare ciò che crediamo un ostacolo, mentre diventa solo un occasione per diventare più forti, risoluti. L'alimentazione senza glutine forse i nostri nonni non sapevano neanche cosa fosse, ma sono certa che il loro modo di reagire sarebbe stato molto diverso dal nostro, con amore e determinazione avrebbero superato ogni ostacolo. 


Ingredienti per la biga

•    100 g di pasta madre rinfrescata
•    80 ml di acqua naturale Rocchetta
•    100 g di farina senza glutine Schar mix pane


Ingredienti per l'impasto principale


•    Tutta la biga lievitata almeno 12 ore
•    200 ml di acqua Rocchetta
•    77 g di farina senza glutine Bialgut per il pane
•    50 g di farina senza glutine per il pane rustico Gluta Bye
•    125 g di farina senza glutine Schar mix pane
•    1 cucchiaino di miele d'acacia
•    1 cucchiaino di sale
•    1 cucchiaio d'olio d'oliva


Preparazione


1.    Impastate la biga almeno per 10 minuti, poi sigillate il contenitore con della pellicola, lontano da correnti d'aria lasciate lievitare per 12 ore, deve triplicare il suo volume. Il tempo di lievitazione dipenderà dalla temperatura che abbiamo in casa. Assicuratevi ad occhio che triplichi il suo volume.
2.    Quando la biga matura, versatela tutta nella planetaria aggiunta ai 200 ml d'acqua. Con il gancio a k impastate, fino a sciogliere completamente la biga. 
3.    Poi cambiate il gancio con quello ad uncino, aggiungete le polveri setacciate, il miele, il sale e l'olio.
4.    Impastate per 10 minuti non di meno.
5.    Spolverate su una spianatoia con un velo di farina senza glutine, versate l'impasto del pane che avete lavorato, senza rovinare la sua forma asciugate l'esterno.
6.    In una boule di vetro pyrex rivestita con carta forno disponete la pagnotta di pane che avete formato, sigillate con della pellicola e lasciate lievitare tutta la notte. Il mio ha lievitato dalle 20:00 alle 6:00.
7.    Al mattino preriscaldate il forno a 220°.
8.    Eliminate la pellicola dal contenitore in pyrex e sostituite con due fogli d'alluminio, assicurandovi di sigillare bene il tutto.
9.    Infornate per i primi 30 minuti a 220°, poi abbassate la temperatura a 200° e lasciate cuocere fino a quando la crosta diventa ben dorata.
10.    A cottura raggiunta, disponete subito la pagnotta di pane su una griglia, fate ben raffreddare.
11.    Il pane a lievitazione naturale ben caldo, non va mai tagliato e neanche mangiato, aspettate che diventi freddo.




Un ottimo formaggio regionale e un buon bicchiere di vino: questo era l'oro dei contadini. 


 
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